Barilla, diritti e l’ennesima rivolta della fuffa

Antefatto (nel caso in cui qualcuno negli ultimi 2 giorni avesse vissuto sulla Luna): Guido Barilla, presidente della Barilla, partecipa alla trasmissione radiofonica La Zanzara e, tra le tante stronzate che dice, pronuncia la seguente frase:
“Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca.”

Barilla-fuffa

E via di rivoluzione 2.0 con un micidiale attacco a suon di hashtag, articoli su blog, giornali etc. etc. Sinceramente a me tutto sto bordello fa semplicemente cacare e mi sa dell’ennesima rivolta della fuffa in puro stile italiano. Ora, a costo di far girare le palle a quei pochi (conoscenti) che leggono mi piacerebbe esprimere la mia…

Ho avuto il coraggio e lo stomaco di sentirmi l’intero podcast della Zanzara e per tutta la durata della sua intervista Guido Barilla ha sparato tante di quelle cazzate che farne il conto mi risulta impossibile. Ha esordito con l’elogio di Silvio Berlusconi definendolo un perseguitato dalla giustizia, un grande comunicatore e affermando che il suo sogno sarebbe averlo come testimonial dei suoi prodotti. Un paio di battute facili facili sui loro spot pro-integrazione (quello in cui una bimba “cinesina” viene adottata, portata in Italia e alla sua prima cena le fanno mangiare gli spaghetti – il video sta qui sotto), un paio di affermazioni infelici sul ruolo della donna e poi, per finire, l’affermazione dello scandalo! No a spot con omosessuali.

Sinceramente, di tutte le cose che ha detto, quella sugli omosessuali era l’unica cosa non offensiva. Ha elogiato Berlusconi, fatto affermazioni di un sessismo becero anni ’50 e la polemica la montiamo su come lui vuole spendere i suoi soldi per i suoi spot? Se la Barilla crede nella famiglia tradizionale e nei suoi spot vuole solo la famiglia uomo-donna-bambino che problema c’e’? Devono essere obbligati a fare uno spot con omosessuali? Devono per forza? Per quale motivo? Da quando preferire uno stereotipo di famiglia equivale ad essere omofobi?

Se io faccio solo sesso tradizionale e dico “non farei mai sesso gay” devo essere tacciato di omofobia o posso, semplicemente, esprimere la mia opinione senza dover per forza offendere nessuno? Allora dai, critichiamo Guido Barilla per quello che ha detto su Berlusconi, sulla figura della donna, ma se al signor Barilla non piace l’idea di fare uno spot con una famiglia gay che problema c’e’? L’Italia e’ un paese dove le coppie gay non sono riconosciute dalla legge, non possono adottare figli e non hanno diritto agli stessi diritti della coppie etero e stiamo qui a discutere sul fatto che la Barilla non vuole mettere una coppia gay a tavola con un piatto di pasta davanti? Ma dai, preoccupiamoci dei problemi veri, non di queste stronzate e non dimentichiamoci che Guido Barilla (oltre ad essere un idiota) e’ un imprenditore, non e’ il Papa o un ministro, la sue parole non avrebbero cambiato l’intolleranza italiana alle coppie non etero.

Questi atteggiamenti isterici e al limite del nazismo culturale sono gli stessi che solo un paio di settimane fa hanno portato ad un dibattito al limite del ridicolo sulla scelta del Comune di Bologna di modificare i moduli per l’iscrizione ai nidi sostituendo le voci “madre” e “padre” con “genitore 1” e “genitore 2”.
Prima di tutto volevo mettere in chiaro una cosa, quest’idea del voler numerare i genitori (genitore 1 e genitore 2) e’ una bufala, una trovata giornalistica per fare scalpore, la consigliera comunale di Venezia Camilla Seibezzi (che ha lanciato per prima questa proposta) di numeri non ne parla proprio, queste le sue parole: “La proposta di inserire “genitore” nei moduli di iscrizione scolastica non è accompagnato da alcun numero né deve indicare gerarchie: dunque né 1 né 2”.

Chiarito questo punto, vogliamo renderci conto che stiamo polemizzando su un pezzo di carta che servirà per iscrivere dei bimbi ad un asilo nido in una città italiana? Ripeto, in Italia le coppie gay non sono riconosciute per niente, non hanno uno straccio di diritto e non possono neanche pensare ad adottare un figlio e di cosa discutiamo? Di un modulo che non serve a niente?

Neanche 2 settimane fa mi sono ritrovato, ironia della sorte, a compilare i moduli per iscrivere mia figlia all’asilo nido qui ad Amsterdam e indovinate cosa c’era scritto sui moduli? Si, proprio cosi’, niente numeri, niente madre e padre, ma solo GENITORI.

Me ne sono meravigliato? NO.

Sono stato piacevolmente colpito? NO.

Ho pensato che fosse normale? SI.

Perché? Perché in una nazione dove le coppie gay possono sposarsi, hanno gli stessi diritti delle coppie etero e possono adottare dei figli e’ NORMALE che sui moduli, TUTTI I MODULI che riguardano mia figlia, si faccia riferimento solo al generico termine “genitore” ma e’ la normale conseguenza di una determinata cultura, la conseguenza di leggi approvate in Parlamento e di anni e anni di sensibilizzazione, ma potete essere sicuri che le battaglie delle coppie dello stesso sesso qui nei Paesi Bassi (e probabilmente in tutti gli altri paesi dove le coppie gay hanno gli stessi diritti di quelle etero) NON SONO INIZIATE CON UN MODULO!

Dai, cazzo, non si puo’ partire dai moduli, si deve partire dalle leggi altrimenti, ancora una volta, si parla di fuffa!!!

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