Hann’ fatto ‘a finanziaria c’avimma a sacrificà

Come dicono i buoni, cari e vecchi 99 posse, hann’ fatto ‘a finanziaria c’avimma a sacrificà, e’ meglio che ce ne facciamo una ragione… Ma nonostante ci troviamo in un momento di difficolta’ e crisi economica a livello mondiale, ogni anno questa situazione mi puzza sempre di piu’, e non sono di sicuro l’unica persona scettica di fronte alle grandi manovre per uscire dalla “crisi”.

Nel 1999, piu’ di 10 anni fa, nasceva il movimento No-Global, non avevo neanche 20 anni, ma ricordo benissimo l’eccitazione ed il fermento che arrivo’ in Italia subito dopo le manifestazioni che in America, con gli scontri di Seattle contro la riunione del WTO, diedero inizio ad un biennio, fino al 2001, che ha visto le sommosse/manifestazioni piu’ grandi mai viste in Italia e in molti paesi europei dai lontani anni ’70.

Le motivazioni di queste proteste, le prime contro questo tipo di incontri finanziari internazionali, erano svariate, dal poco sostegno ai paesi del Terzo Mondo fino ai tagli dei finanziamenti dei governi nei confronti dello sviluppo agricolo ma, soprattutto, contro il concetto di capitalismo globale che proprio durante quegli anni prendeva forma.

Nel 1999 a Seattle, una enorme massa di manifestanti giunti da tutto il mondo, per la prima volta urlava il proprio NO al capitalismo globale denunciandone la pericolosita’: una societa’ votata al consumo dove l’unico interesse, al di sopra di ogni cosa, e’ il profitto!

A distanza di piu’ di 10 anni possiamo tranquillamente dire che, quei 50.000 scesi in piazza a Seattle nel 1999 avavano ragione! La crisi economica mondiale che ci troviamo a vivere oggi e’ frutto delle scelte fatte dai governi in quegli anni ed i primi effetti si sono visti in America, patria del capitalismo, quando, nel 2006 ci fu la famosa crisi dei mutui subprime. I mutui cosiddetti subprime erano quei mutui concessi dalle banche a persone che avevano gia’ avuto problemi di insolvenza, ovvero, persone che, gia’ in partenza, si sapeva non sarebbero stati in grado di pagare.

Nel grafico che riporto qui in basso si possono vedere i dati relativi ai prestiti/mutui/crediti concessi seguendo il sistema subprime dal 1994 fino al 2005, i dati sono stati raccolti dalla MBA, Mortgage Bankers Associations (associazione delle banche concedenti mutui – tradotto letteralmente):

Gia’ a partire dagli anni ’90 le banche americane erano solite rilasciare carte di credito e mutui a persone con problemi economici a tassi piu’ alti del normale, questo seguendo la logica del profitto, questa mossa, pero’, si dimostro’ avventata e stupida quando, nel 2006, molte banche si trovarono sull’orlo della bancarotta a causa delle enormi insolvenze.

La crisi del 2006 ha sancito, ufficialmente, l’inizio della crisi economica mondiale. Da allora quello che i governi di mezzo mondo hanno provato a fare, con scarsi risultati, e’ stato il tentare di recuperare buchi di miliardi di dollari per uscire dalla crisi. In fin dei conti non ci vuole un genio per capire che se non ho i soldi per pagare il mutuo, e quindi la banca, difficilmente avro’ i soldi per comprarmi una macchina, un motorino, anche una bici, insomma, ovvio che se non ho soldi per la casa non ho soldi per nient’altro… E, al giorno d’oggi, se il meccanismo del consumismo si blocca, si blocca tutto!

Nonostante il nostro Presidente del Consiglio abbia negato per anni, la bolla economica che ha frantumato il sistema di castelli di carta su cui si basa il capitalismo, e’ arrivata, come era prevedibile, anche in Italia.

E cosi’ ci ritroviamo con un Governo in affanno che vara una Legge Finanziaria delle piu’ dure degli ultimi 20 anni con forti ripercussioni sui ceti deboli (facilitazione dei licenziamenti, slittamento dell’eta’ pensionabile, aumento dei ticket sanitari) e con qualche flebile e perloppiu’ simbolica ripercussione sui ceti piu’ agiati.

Le norme delle Finanziaria prevedono:

  • Aumento dell’IVA al 21% (4 miliardi di euro previsti)
  • Contributo di solidarietà (35 milioni di euro previsti)
  • Equiparazione dell’eta’ pensionabile tra uomini e donne (4 miliardi di euro previsti)

Parliamo, quindi, di un totale di 8 miliardi e 35 milioni di euro da recuperare con questa finanziaria che verra’ pagata fondamentalmente dalle famiglie che hanno gia’ un redito tra i piu’ bassi della zona euro.

Tutto questo e’ proprio necessario? Beh, per come stanno messe le cose sembra proprio di si, ma il punto e’ che se non la si smette di inseguire il Dio Profitto non c’e’ Finanziaria che tenga! Un esempio? Ci stiamo ammazzando per 8 miliardi di euro quando basterebbe smetterla con questa assurdita’ del ponte sullo stretto di Messina per risparmiare 6.3 miliardi di euro, se a questi aggiungiamo i 3,5 miliardi di euro che lo Stato dovra’ pagare per la TAV arriviamo ad un totale di 9,8 miliardi di euro! Ben piu’ di una Finanziaria!!!

Di fronte a tutto questo, qualche vetrina distrutta durante una manifestazione e’ davvero cosi’ importante? A volte ci fermiamo a guardare quello che succede fuori dai Palazzi di Governo e ci scandalizziamo per qualche tafferuglio, mentre dovremmo scandalizzarci per quello che succede dentro quei palazzi dove stanno distruggendo qualcosa di ben piu’ prezioso ed importante di qualche vetrine: il nostro futuro!

Per concludere, un bell’infographic che mostra, meglio di mille parole, in che sistema ci siamo andati ad infognare!

Post che potrebbero interessarti: