Tutte le balle che CI raccontiamo

Per quanto uno si voglia alienare, per quando uno voglia lasciarsi il proprio paese di origine alle spalle, alla fine non ce la fai mai e io, come tanti altri expat che conosco, di tanto in tanto, durante la mia giornata, non posso fare altro che spulciare le news italiane per vedere cosa si dice nel belpaese. In questi 5 anni mi sono reso conto che più tempo passa e più la notizie che vengono date in Italia vengono in qualche maniera modificata per dare una visione più “italianeggiante” del mondo. In parte e’ un processo normale, insomma, se cade un aereo con 400 persone a bordo e ci sono 3 italiani e’ giusto, in qualche maniera, che la TV e la stampa italiana si soffermino di più sui 3 italiani che sugli altri 397, penso sia normale o, quantomeno, cosi’ fan tutti. Non si cambia la notizia, non la si snatura, la si rende solo più “vicina”.

Il problema, pero’, sorge quando le notizie vengono totalmente stravolte per dare una visione italianocentrica del mondo. La prima volta che mi sono scontrato con questo “problema” e’ stato l’anno scorso quando durante una pausa pranzo dei miei colleghi mi chiedevano la mia opinione rispetto al problema dei treni ad alta velocità FYRA. Io, sinceramente, non ne sapevo un cazzo, ma non ci metto molto a capire che si parla dei treni veloci che Olanda e Belgio hanno comprato dalla Ansaldo-Breda e che al primo freddo si sono sfasciati.

FyraSnow

Questo ha causato molti problemi nei collegamenti tra Olanda e Belgio che erano garantiti da questi treni. Grandi titoli sui giornali Olandesi (stessa cosa in Belgio suppongo) ma niente in Italia. Questa questione ancora non e’ chiusa e al momento la NS (la versione Olandese di Trenitalia) ha tirato in ballo anche Finmeccanica per l’eventuale copertura economica se la sola Ansaldo-Breda non riuscirà a garantire il rimborso che e’ stato richiesto. Si parla di 200 milioni di euro (i soldi che la NS ha pagato alla Ansaldo-Breda per i treni) più un rimborso legato ai profitti persi per la sospensione del servizio. La notizia ha avuto un grande risalto qui in Olanda e ancora se ne parla dato che ci furono discussioni in Parlamento a riguardo e ancora oggi il contenzioso tra NS e Ansaldo-Breda e’ aperto e pochi mesi fa’ la Ansaldo-Breda ha fatto causa alle ferrovie olandesi per aver rescisso il contratto che avevano stipulato, insomma, sarà una storia lunga e noiosa. A prescindere da come andrà a finire e/o da chi ha ragione una cosa mi colpi’, che mentre in Olanda se ne parlava molto, moltissimo, in Italia quasi non se ne parlava.

Incuriosito dalla storia e saltando da un link all’altro (come faccio spesso) vado a finire sulla pagina wikipedia dell’Ansaldo dove volevo vedere se questo era stato il primo problema del genere che l’Ansaldo-Breda aveva avuto dato che, a memoria mia, ne ho sempre sentito parlare bene. come dicevo, mi sono ritrovato sulla pagina italiana di wikipedia dedicata all’Ansaldo-Breda dove non c’è’ traccia di alcun incidente e neanche una menzione al problema legato ai treni Fyra. Ho visitato allora anche la pagina inglese e la prima cosa che mi e’ balzata agli occhi e’ che nel sommario della pagina inglese c’è’ un paragrafo dedicato alle “controversies” assente in quella italiana:

Ansaldo-IT-vs-EN

Adesso l’elenco contiene solo 2 voci che parlano del problema con i treni in Olanda e del ritardo nella consegna dei treni in Danimarca. Quando per la prima volta controllai la pagina l’elenco era molto più lungo e, andando a cercare nelle modifiche della pagina, un utente italiano ha cancellato le altre voci. Le voci cancellate fanno riferimento ad altri 4 casi:

  1. problemi con i tram costruiti per la città’ di Oslo di cui 30 (sui 32 consegnati dalla Ansaldo-Breda) sono stati dismessi per malfunzionamento.
  2. Ritardo nella consegna di treni alla compagnia ferroviaria Norvegese, 36 treni che sarebbero dovuti essere consegnati entro Luglio 2001. Nel 2004 solo la meta’ dei treni furono consegnati. Con gli anni diversi problemi tecnici furono risolti e tutti i treni consegnati.
  3. In Svezia, a Gothenburg, i tram modello “sirio” consegnati dalla Ansaldo-Breda sono stati consegnati con enormi ritardi (fino a 4 anni) e tutti i tram consegnati tra il 2003 e il 2009 (quindi parliamo di macchine vecchie poco più di 10 anni) sono stati dismessi a causa di un eccessiva corrosione.
  4. Enormi problemi e costi altissimi di manutenzione (più di quelli assicurati in fase contrattuale) per i tram T69 che operano nella città di Birmingham.

L’articolo prima della revisione e’ disponibile a questo link se volete dargli un’occhiata di persona.

Simpatica chiusura per questo capitolo, una foto trovata su Flickr di un graffito fatto sul fianco di uno dei Fyra:

DontBuyTrains

“Their food may be good but… Don’t buy trains from Italy” – “Il loro cibo e’ buono ma… Non comprate treni dall’Italia”

Chiaro quindi che per gli Italiani la Ansaldo-Breda e’ una cosa, per il resto del mondo un’altra. Un ottimo esempio, insomma, di come i fatti vengono alterati o, talvolta, nascosti per quieto vivere o, peggio ancora, per far credere che tutto il mondo e’ paese. Questo e’ solo 1 esempio ma ce ne sono molti altri. Parliamo, ad esempio, di immigrazione.

Forti della commozione dovuta all’assurdo “incidente” (se cosi’ lo vogliamo chiamare) di Lampedusa, l’immigrazione in Italia e’ tornata al centro di fortissime discussioni con frasi del tipo “siamo invasi” e appelli all’Europa affermando (da Alfano a altri), giustamente o meno, che gli immigrati che arrivano a Lampedusa arrivano in Europa e non in Italia. Inutile stare qui a discutere se arrivano in Italia o in Europa ma mi piacerebbe discutere, invece, dei numeri perché, come si dice, “numbers don’t lie” (i numeri non mentono). E’ facile recuperare in rete i dati ufficiali raccolti dalla Comunità Europea proprio sull’immigrazione. Partiamo dal numero di immigrati per 1000 abitanti che sono presenti nei paesi della UE:

Immigrants,_2010_(1)_(per_1_000_inhabitants)

Siamo i primi? NO. Siamo tra i primi? NO. Il numero di immigrati presenti in Italia ogni 1000 persone (7) e’ di poco superiore alla media europea (6). Paesi come Belgio, Grecia, Svezia, Spagna e Gran Bretagna ospitano un numero ben maggiore di immigrati di noi. Diamo un’occhiata alla tabella completa dei dati:

Total_population_and_resident_population_by_group_of_citizenship,_2011

I paesi che ospitano un numero maggiore di immigrati sono Germania e Spagna, poi arriviamo noi. Se guardiamo la percentuale di stranieri rispetto alla popolazione siamo a meta’ classifica con un mediocre 7.5% contro il 10% del Belgio, l’8.8% della Germania o, ad esempio, il 10% dell’Austria. Se vediamo, poi, il numero di immigrati non della UE l’Italia ha il 5.3% contro il 5.6% della Germania, il 7.1% della Grecia, il 7.2% della Spagna. Ma un dato che merita uno sguardo e’ anche quello dei flussi migratori all’interno della UE.

In Germania, ad esempio, ci sono ben 2.600.000 di immigrati dagli altri paesi della UE (il 3.2% della popolazione), in Gran Bretagna sono 2.000.000 (3.3% del totale), in Spagna 2.300.000 (5% della popolazione) mentre in Italia sono solo 1.300.000 (circa il 2.2% della popolazione). Perché guardo questi dati? Perché mentre gli immigrati che arrivano da fuori la UE sono, nella maggior parte dei casi, spinti da ragioni umanitarie, i flussi migratori all’interno della UE sono relativi, principalmente, al lavoro o alle migliori condizioni di vita. In poche parole, tagliando con l’accetta, mentre un Siriano o un Libico viene in Italia per salvarsi la vita, noi Italiani andiamo in Germania a lavorare e, se vogliamo lanciarci in discorsi stile Lega, siamo noi che andiamo a rubare lavoro ai Tedeschi, e non i Siriani a noi.

Ma la questione immigrazione viene descritta, analizzata e affrontata in Italia solo dal punto di vista propagandistico con gran belle parole ma con pochissimi fatti e, soprattutto, senza dare un quadro generale che metta in comparazione la situazione Italiana con quella degli altri paesi europei.

Altro esempio di realtà distorta? La storia delle tasse. Non sono un esperto in materia, ma quello che sento dire in TV e che leggo sui giornali e’ che nel nostro paese il lavoro e’ tassato in maniera molto superiore agli altri paesi. Ora io non so di che paesi parlano e di che tipo di lavoro parlano, ma facendo un rapido raffronto tra l’Olanda e l’Italia mi sento di dire che non e’ vero. Parlo, ovviamente, di lavoro dipendente, non di liberi professionisti, lavoratori con partita IVA etc. etc. dato che sarebbe molto complicato fare dei paragoni.

E’ facile trovare su internet siti che calcolano il rapporto tra stipendio lordo e stipendio netto, vediamo cosa succede se cerchiamo di calcolare qual’è la differenza tra lordo-netto in Italia e Olanda. Secondo l’Istat (dati del 2011) lo stipendio medio in Italia e’ di 24.400 euro all’anno (inclusa la tredicesima), quindi parliamo di uno stipendio medio di 1.876 euro la mese. Netti diventano 17.287 all’anno, 1.329 al mese. Ah, teniamo anche presente che nelle tasse che vengono detratte dallo stipendio c’è’ la pensione e l’assistenza sanitaria.

Adesso prendiamo lo stesso stipendio e facciamo il calcolo come se fossimo in Olanda. Partiamo sempre da 24.400 lordi all’anno, quindi 1.876 al mese per 13 mensilità. Netti diventano 1.482 al mese, ben 153 euro al mese in più’ dello stesso stipendio in Italia. Sembra quindi che io non abbia ragione e che, effettivamente in Italia si paga di più’… Beh, TEORICAMENTE si ma questi paragoni non tengono in considerazione 2 cose fondamentali: in Olanda (e in molti altri paesi della UE) l’assistenza sanitaria non e’ gratuita ma a pagamento e il sistema pensionistico e’ molto diverso da quello Italiano e costringe, praticamente, ad avere una pensione integrativa. Se consideriamo queste due cose allo stipendio netto di 1.482 dobbiamo sottrarre 100 euro al mese (e parliamo di una assicurazione base, molto molto base) per l’assicurazione sanitaria (obbligatoria per legge) e altri 100 euro per la pensione. Ed ecco che da 1.482 arriviamo a 1.282. Ancora, IMU, patrimoniale sui conti in banca etc. etc. qui in Olanda ci sono e, scommetto, anche in altri paesi della UE. Con questo non voglio dire che bisogna tassare tutto, anzi, voglio solo dire che se continuiamo a raccontarci balle su come sia il mondo senza vedere effettivamente come funzionano le cose oltre i nostri confini non avremo mai una visione di insieme e ci ammoccheremo sempre tutte le stronzate che ci passeranno…

E ancora, la storia dei premi Nobel… Appena e’ stato assegnato il premio Nobel a Peter Higgs per il “bosone di Higgs” alcuni giornali Italiani si sono lanciati nelle (giuste) lodi ai ricercatori Italiani che lavorano al Cern e che hanno partecipato agli studi che hanno portato alla dimostrazione dell’esistenza della particella di Dio MA che non hanno ricevuto il Nobel, il tutto per lodare il talento Italiano… Sono anni che si tagliano soldi all’Università, sono anni che la ricerca viene trattata come uno spreco di soldi inutili e poi ci si meraviglia che gli Italiani vanno all’estero ed i premi vanno ad altri? Sarebbe stato meglio tacere perché se davvero questa scoperta sarebbe stata impossibile senza gli studiosi Italiani che lavorano al Cern, dovremmo vergognarci del fatto che studi del genere non si possono fare in Italia. E allora quale e’ stato l’ultimo Nobel che un Italiano ha ricevuto grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dallo stato Italiano? Facile trovare l’elenco su wikipedia e vedere che ci sono un paio di Nobel Italiani ricevuti recentemente, come ad esempio il premio Nobel per la Fisica del 2002 assegnato a Riccardo Giacconi… Peccato che Giacconi sia naturalizzato statunitense e viva negli Stati Uniti dal ’56. Proviamone un altro: premio Nobel per la Fisiologia e Medicina 2007, Mario Capecchi… Ah no, anche lui e’ naturalizzato statunitense (ci vive da quando aveva 8 anni). Ma se torniamo indietro al 1986 (27 anni fa) allora lo troviamo un Nobel Italiano: Rita Levi Montalcini anche se, in realtà, il premio lo vinse per i suoi studi fatti in America… Ad onor del vero Dario Fo ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1997, ma l’ho escluso dato che e’ un premio che non e’ legato in maniera diretta alla ricerca e al mondo Universitario.

Ultimo esempio di storpiatura della realtà prima di finirla con questo lungo elenco, fu la storia del ritorno in Italia di Massimo Marchiori. E chi cazzo e’ Massimo Marchiori? Stando alla stampa Italiana e’ l’inventore dell’algoritmo di Google e quando dico “stando alla stampa Italiana” intendo dire che neanche lui si definisce “l’inventore dell’algoritmo di Google” ma a noi italiani ci fa piacere pensare che perfino Google senza il nostro talento non sarebbe esistito… Beh e’ impossibile trovare in rete una sola fonte che non sia italiana che dice una cosa del genere. Tra l’altro la storia di Marchiori e’ emblematica della situazione Italiana. E’ tornato in Italia osannato dalla stampa e dall’ambiente accademico, si e’ lanciato nel progetto “Volunia” che avrebbe dovuto competere con Google (lo giuro, non sto scherzando, davvero questo dicevano) ma subito dopo si e’ reso conto che era tornato in Italia e ha abbandonato il progetto (qui una lettere aperta che la dice tutta).

Ma perché in Italia si continua a distorcere la realtà dei fatti in maniera da far sembrare il belpaese il centro del mondo? Forse perché se smettessimo di farlo ci renderemmo conto che il tanto conclamato talento ed ingegno Italiano e’ qualcosa che appartiene al ‘300 e non ai giorni d’oggi, e che quei pochi talenti e geni che abbiamo vanno all’estero perché l’Italia e’ il DESERTO dell’innovazione. Forse perché se smettessimo di farlo ci renderemmo conto che noi, con gli altri paesi della UE con i quale ci piace confrontarci (Germania, Francia, Gran Bretagna) abbiamo in comune solo la moneta, nient’altro, forse perché ci renderemmo conto che la definizione che più si avvicina alla realtà per descrivere l’Italia e’ quella di un paese in via di regresso, lento, costante e inesorabile.

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