Google: il Grande Fratello nasconde i suoi dati

E’ di poche ore fa l’annuncio, tramite il blog ufficiale di Google Analytics, che Google nascondera’ i dati relativi alla ricerca organica all’interno di Google Analytics. Questa modifica viene fatta, per ammissione di Google, per proteggere la privacy degli utenti, ma, in realta’, e’ una pura mossa commerciale per forzare gli utenti verso i suoi prodotti senza dare alternativa alla concorrenza. Ma cerchiamo di capirne di piu’.

Sul blog Google annuncia:

today the Google Search team announced that SSL Search on https://www.google.com will become the default experience for signed in users on Google.com

Questo significa che per gli utenti loggati che effettuano una ricerca su Google (parliamo degli utenti loggati in Google+ o in Gmail) la faranno via SSL (Sicure Socket Layer), un protocollo che permette l’invio e la ricezione di dati in maniera criptata.

Questo protocollo e’ vastamente usato per garantire maggiore privacy e viene offerta da molti provider e molte aziende per proteggere dati sensibili o, semplicemente, per una maggiore privacy. Questo, in teoria, dovrebbe quindi essere una cosa che ci fa felici tutti, ma non e’ cosi’! In realta’ questa modifica vale solo ed esclusivamente per il traffico SEO, ovvero quello delle ricerche in Google. Il cambiamento, pero’, non riguarda invece il traffico che arriva tramite AdWords dove sara’ ancora possibile vedere quali sono le Keyword che portano traffico al vostro sito.

Sul blog, poi, il Team di Google Analytics continua:

To help you better identify the signed in user organic search visits, we created the token “(not provided)” within Organic Search Traffic Keyword reporting.

In Analytics, quindi, da oggi in poi avremo, nei nostri risultati organici, la voce “not provided” (ho fatto una prova pochi minuti fa ed e’ gia’ attivo):

Perche’ questo cambiamento e’ una gigantesca presa per il culo da parte di Google? Per vari motivi, molto molto semplici:

  1. I dati vengono nascosti da Google solo per le persone che sono loggate nel loro Google Account. Perche’ proteggere la privacy solo delle persone che usano i prodotti di Google? Perche’ non applicare questo modello a TUTTI i visitatori?
  2. I dati non vengono mostrati per quello che riguarda il traffico SEO, ma vengono mostrati per i dati relativi ad AdWords. In poche parole, se Google non sta guadagnando (traffico SEO) i dati vengono nascosti, se invece Google sta guadagnando soldi (AdWords) allora la privacy non conta piu’.
  3. Google si limitera’ a NASCONDERE i dati, non ha distruggerli. Questo vuol dire che la privacy degli utenti e’ protetta solo in parte dato che Google manterra’ nei suoi database tutte le informazioni relative a quelle ricerche e le riusera’ comunque per le sue campagne di retargeting!

Ma quali potrebbero essere i motivi VERI per questa mossa che gia’ ha causato moltissime polemiche in rete e altre ne continuera’ a generare?

In questa maniera Google rimane l’unico proprietario di tutti i dati relativi alla ricerca e ne puo’ fare cio’ che vuole. Chiudere questi dati nella sua rete senza darne accesso nemmeno ai proprietari di un sito internet, li mette in posizione ancora piu’ dominante nei confronti di sistemi alternativi per analizzare il traffico organico. Nessun analytics tool (Piwik o altri tool), infatti, sara’ in grado di estrapolare questi dati da Google. Compagnie di retargeting non avranno piu’ dati a disposizione e l’unica via rimarrebbe AdWords. Insomma, la scusa della privacy e’ solo un velo che Google vuole usare per coprire, invece, un’azione che con la tutela della privacy non ha nulla a che fare!

Se Google ci tiene cosi’ tanto alla privacy degli utenti (e non farebbe male avere un poco piu’ di privacy in rete) che allora lo faccia, senza, pero’, VENDERE gli stessi dati che vuole proteggere ai suoi clienti (gli inserzionisti di AdWords).

Vi lascio con un link ad un articolo scritto da Yoast, famoso esperto di SEO e WordPress, che critica, in maniera molto forte, questa nuova mossa di Google. Emblematico perche’ Yoast e’ uno degli esperti SEO che piu’ degli altri ha sempre difeso le mosse di Mountain View.

Google Whores Out Users With False Privacy Claims

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