Tempo di cambiamento per Yahoo! e non solo ai vertici… Il mese scorso Yahoo ha annunciato la “chiusura” del suo sistema di Web analytics, YWA. Yahoo Web Analytics e’, o forse sarebbe meglio dire era, in qualche maniera anche migliore del piu’  famoso e diffuso Google Analytics grazie alla sua enorme flessibilita’ nel creare report e riuscire ad analizare dati che, talvolta, in GA sono quasi impossibili da trovare MA (ed e’ un grande ma) il suo limite e’ sempre stato il suo non essere proprio user friendly, anzi…

Usato da poche persone (se comparato a GA) YWA e’ sempre stato un tool di nicchia e forse proprio per questo non e’ mai stato sviluppato in maniera da diventare diffuco come GA. Fatto sta che Yahoo! ha annunciato cambiamenti radicali a partire dal 31 di Agosto 2012.

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Ultimamente mi sono trovato a dover impostare un account di Google Analytics per misurare il traffico non solo per un dominio (www.mysite.com) ma anche per i suoi diversi subdomains (about.mysite.com, contact.mysite.com etc. etc.).

Ovviamente ho cercato in rete se ci fosse una documentazione sul come farlo e ho trovato diversi articoli e guide, anche sul forum di supporto di Google, ma niente che fosse comprensibile… Eppure io con Analytics ci lavoro tutti i giorni… Comunque, proprio per questo ho deciso di scrivere una piccola guida per collegare nel proprio account di analytics diversi subdomain e avere tutti i dati in un solo account.

Giusto per la chiarezza, quello che voglio fare e’ misurare con un solo Analytics account il traffico dei seguenti subdomains:

  • www.gigipicazio.com
  • test.gigipicazio.com
  • blog.gigipicazio.com

Step 1 – Creare il Google Analytics tracking code

Questo e’ il passaggio piu’ semplice. Entrate nel vostro account e accedete al menu’ “Admin” del dominio di cui volete tracciare anche i sotto-domini. Clickate sul tab “Tracking Code”

Una volta sul Tab “Tracking Code” avrete la possibilita’ di selezionare che tipo di codice volete usare. Avrete 3 opzioni:

  1. A single Domain
  2. One domain with multiple subdomains
  3. Multiple top-level domains

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Il design di un sito web, specialmente di un sito che si occupa di e-commerce, e’ tutto, o quasi tutto. Quanto e’ riconoscibile un logo, quanto e’ chiara una landing page, tutto e’ fondamentale per un buon sito e un buon design unito ad un ottima user-experience, rappresenta la differenza tra un sito di successo e un sito destinato al fallimento (almeno dal punto di vista “commerciale”).

99Designs.com e’ un sito che puo’ dare una grande mano sotto questo punto di vista: funziona da collegamento tra una vasta comunita’ di designers sparsi in tutto il mondo da un lato, e persone che cercano design innovativi per il loro sito dall’altro.

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20 anni di scoutismo mi hanno insegnato a camminare, viaggiare e sognare con uno zaino sulle spalle. Per molti anni la parola “viaggio” per me e’stata sempre collegata indissolubilmente al mio zaino da 70 litri della Invicta, quasi uno status symbol tra i backpackers degli anni ’90.

Poi incominciarono i “city-trip”, i viaggi ad Amsterdam, Parigi, Copenhagen etc. e lo zaino era finito in cantina rimpiazzato da un trolley, status symbol dei viaggiatori del 2000. Forse (non ricordo bene) per almeno 10 anni non ho usato il mio zaino (che oramai sara’ finito in un bidone dell’immondizia considerando il numero di traslochi che ho fatto negli ultimi 10 anni), ma adesso, finalmente, ne ho di nuovo uno e si riparte!

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Scandalo, eresia, richiami a Piazzale Loreto e altro ancora, insomma, di tutto di piu’ per l’affermazione del Presidente del Consiglio schiavo delle Banche Monti che ha detto, durante la trasmissione Matrix “I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita”.

Lungi da me il difendere Monti, lungi da me il difendere, anche solo per sbaglio o un secondo, il sistema che ci ha portato in questa crisi (non parlo di quella economica, ma della crisi lavorativa e del futuro inesistente per noi giovani), ma quello che ha detto Monti a me, personalmente, non mi ha sconvolto per niente, anzi…

Solo poche settimane fa, durante le feste di Natale, ero in Italia e cenavo con la mia famiglia allargata e si parlava del piu’ e del meno, della crisi, del lavoro, di noi giovani etc. etc. quando ho fatto una semplice domanda: “ma voi che parlate tanto di lavoro, del fatto che noi dobbiamo impegnarci di piu’ e del fatto che non siamo flessibili, mi dite quanti lavori avete cambiato nella vostra vita?” rivolto alle persone over 50 sedute a tavola. Il record di lavoro cambiati durante una vita dagli over 50 e’, udite udite, 2!!! Ebbene si, la generazione che dice a noi che dobbiamo essere flessibili ed abbandonare l’idea del posto fisso ha cambiato, se tutto ve bene, 2 lavori nel giro di 30 anni…

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Ci sono molte differenze tra il vivere in Italia e il vivere in Olanda, ma non voglio (e non l’ho mai fatto) fare paragoni che non possono essere fatti. Non si puo’ dire dove si vive meglio o quale paese sia “migliore”, questo tipo di ragionamenti li lascio ad altri, ma ci sono delle differenze, inutile negarlo, e a volte queste differenze sono cosi’ piccole ma cosi’ importanti che sono capaci di cambiarti la vita.

Una di queste e’ legata al mondo lavorativo qui in Olanda paragonato con quello in Italia e, piu’ nello specifico, al mondo del “recruitment”, della selezione del personale, insomma, dei colloqui di lavoro.

Premetto che non conosco nessuno che fa questo lavoro e premetto che non mi sono mai interessato a come funzioni, quindi sono assolutamente a digiuno di ogni nozione e conoscenza che potrebbe aiutarmi a capire meglio il mondo dei selezionatori, ma di una cosa sono sicuro, i recruiters italiani amano risparmiare sulle telefonate, quelli olandesi no!

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Prima di trovare la donna della mia vita e sposarla la mia vita sentimentale e’ stata sempre abbastanza movimentata (chi mi conosce bene lo sa) ma c’e’ stata una donna, anzi, una DAMA, che non ho mai tradito… La Dama Bialetti!

Da piu’ di 8 anni, infatti, la mia Dama Bialetti da 2 tazzine mi accompagna ovunque… Prima a Napoli, poi a Caserta ed infine qui ad Amsterdam! E’ stata durissima, per me, scoprire che la Bialetti ha chiuso, nel 2010, la storica fabbrica dove Alfonso Bialetti ha creato le sue prime macchinette del caffe’ per spostarsi nell’est Europa, altro segnale della crisi lavorativa che affligge il nostro paese, ma vabbeh, non e’ di questo che voglio parlare…

Le mie 3 Bialetti
Le mie 3 Bialetti

Nella foto qui sopra ci sono in ordine le mie 3 amate Bialetti… La prima (partendo da Sinistra) e’ la mia Dama Bialetti da 2, la storica, la seconda e’ una Dama Bialetti da 4 regalatami da Paolo Pasticcino alla sua prima visita qui ad Amsterdam e la terza, la piu’ grande, e’ il mio ultimo regalo di Natale, la nuovissima Bialetti Brikka!

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Un paio di giorni fa, con un rito che si ripete per molte persone tutti gli anni, ho preso un aereo che mi ha portato da Amsterdam a Napoli per festeggiare il Natale in famiglia. L’ultima volta che avevo messo piede in Italia e’ stato a Maggio, quindi molti, moltissimi mesi fa.

Ieri giravo per strada incuriosito dal vedere gli effetti di questa crisi di cui tanto ci parlano in TV e nei telegiornali ma quello che vedevo per strada non era tanto crisi, ma piu’ gente che si lamentava per la crisi. Ieri sera, pero’, a cena con amici per una Pizza, la prima pizza vera dopo 8 mesi, ho visto la crisi, ma non quella economica (grazie a Dio una margherita costa ancora 3 euro), ma quella della speranza e del futuro!

Al tavolo eravamo in 18, una bella rimpatriata, tutti amici che ci conosciamo a frequentiamo da ALMENO 10 anni, uno di quei tavoli che quando li vedi ti mettono allegria, gioia, uno di quei tavoli pieni di risate, birra e abbracci, tutti contenti di rivedersi, tutti sorridenti, tutti felici di essere li’!

Ed e’ proprio li’, che tra una birra e l’altra mi sono reso conto di quanto la crisi e’ da anni che ci flagella e di quanto sta distruggendo il futuro di questo paese, ma non a livello economico, ma a livello sociale! Eravamo, come dicevo, in 18, e quel tavolo era uno spaccato della nostra generazione, quella che adesso ha tra i 25 e i 30 anni, quella che dovrebbe essere, in qualche maniera, il futuro del nostro paese… Beh, guardando quel tavolo, dicevamo, si poteva capire che qui, il futuro, non ha niente in riserbo per noi!

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Io la butto li’… E se questa storia dei Coffee Shop che chiudono fosse una trovata di marketing? Se fosse solo una riuscitissima campagna pubblicitaria che negli ultimi anni ha fatto aumentare i turisti che si recano ad Amsterdam? Se fosse tutta una farsa per spingere sempre piu’ giovani a visitare l’Olanda?

Si, proprio marketing… Tutto sommato siamo in Olanda, uno dei paesi dove il marketing va alla grande, basti pensare, ad esempio, alla Heineken… Per niente la birra piu’ buona del mondo, ma sicuramente la piu’ famosa proprio grazie agli investimenti massicci fatti dall’azienda gia’negli anni ’50. Altro esempio? Beh, la compagnia leader per i navigatori satellitari, la TomTom, Olandese anche lei e chi di voi non ha mai prenotato un albergo utilizzando Booking.com, beh, anche questa e’una compagnia Olandese… L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo ma mi fermo qui.

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Da oggi Google fa un’altro passo avanti verso il monopolio da parte dei suoi prodotti ammazando, ancora una volta, qualunque possa essere la concorrenza. A inizio Settembre Google ha lanciato uno dei suoi ultimi prodotti live, Google Flights, un motore di ricerca per voli in tutto il mondo che raccoglie dati, tariffe e tratte da diversi portali, un servizio offerto, fino ad adeso, da portali come lastminute.com e Expedia.

Fino ad oggi Google Flights viene mostrato con uno specchietto che prende 1 posizione dei risultati organici (SEO) e quando si clicca su “orario dei voli senza scalo” viene aperto un piccolo menu’ dove sono visibili gli orari e i giorni dei voli, in questo caso solo di una compagnia, Transavia, che ha l’unico volo diretto Amsterdam Napoli, con un link diretto al sito della compagnia. Ma presto le cose cambieranno…

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La privacy in rete e’ un argomento che, di tanto in tanto, rispunta fuori ed e’, e sempre sara’, un argomento molto controverso. Da un lato gli utenti che vogliono difendere la propria privacy, dall’altro una ingente schiera di siti e-commerce e marketeers che tentano di raccogliere quanti piu’ dati possibili per incrementare le loro entrate. In questa battaglia la fa da padrone, ovviamente, Google, che possiede la maggior parte del marketshare delle ricerche on-line e che usa i dati che raccoglie ogni minuto per incrementare le sue entrate con AdWords.

Esistono, pero’, varie alternative per proteggere la propria privacy anche, ad esempio, quando si cerca qualcosa in internet. Google, infatti, non e’ l’unico motore di ricerca esistente al momento e, per fortuna, non tutti i motori di ricerca hanno la stessa policy in termini di privacy!

DuckDuckGo.com e’ un piccolo motore di ricerca che non raccoglie dati relativi alle ricerche effettuate e permette di difendere la propria privacy mentre si effettuano ricerche in internet. Nella loro About Page spiegano come i normali motori di ricerca raccolgono dati e come loro, invece, difendono la tua privacy (almeno quella relativa alle ricerche).

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Movember e’ un evento nato nel 1999 in Australia che si ripete ogni anno il mese di Novembre. Il nome dell’evento, Movember, e’ la fusione dei termini moustache (baffi) e November (Novembre). L’evento, in principio, era solo un qualcosa di simbolico per attirare l’attenzione su malattie tipicamente maschili molto diffuse ma che non godono della dovuta attenzione come, ad esempio, il cancro della prostata.

Nel 2004 la “Movember Foundation” ha incominciato a lanciare, in parallelo con l’evento, una raccolta fondi per la ricerca. Nel 2007, poi, l’evento e’  stato lanciato anche in altri paesi tra cui, appunto, L’Olanda.

Movember prevede poche regole, chiare e semplici:

  • si deve iniziare il 1° novembre con la faccia pulita e rasata;
  • si devono lasciar crescere i baffi per tutto il mese di Novembre;
  • non si possono unire i baffi alle basette;
  • non si possono unire i baffi alla barba (altrimenti sarebbe un pizzetto);
  • bisogna avere una condotta da vero gentiluomo.

Quest’anno ho deciso di partecipare anche io al Movember e mi sono iscritto al gruppo Movember olandese e mi sto sbattendo un po’ per raccogliere un poco di donazioni.

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All’indomani del lancio delle pagine business in Google+ da parte di Google. a Mountain View continuano a lavorare per rendere il loro social network piu’ importante, appetibile e, soprattutto, frequentato.

Cosi’ oggi, navigando in rete, mi sono ritrovato apparire le “cerchie” nelle mie SERPs. Sembra che questo nuovo esperimento sia la fuzione di Google+ e del tag rel=”author” che insieme danno la possibilita’ di visualizzare nelle SERPs chi e’ l áutore del post e, eventualmente, in quale delle nostre “cerchie” si trova.

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A Mountain View non si stancano mai, soprattutto quando si tratta di migliorare l’aspetto delle SERPs. Negli ultimi 3 anni, infatti, per determinate ricerche, quelle che vengono definite “local search”, ovvero quelle ricerche che possono essere associate ad un luogo (“hotel a Amsterdam”, “Ristoranti a Roma” etc. etc.), Google ha stravolto piu’ di una volta il layout dei risultati, prima inserendo una mappa, poi inserendo i siti presenti in Google Places, infine, adesso, sta testando una nuova maniera di mostrare sia la mappa che Google Places.

Al momento e’ solo un test, a me e’ capitato un paio di volte di ritrovarmi con questo nuovo layout, ma ho avuto il tempo di fare un paio di screenshot giusto per fare un confronto con l’attuale aspetto delle SERP.

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Moltissimi blog (se non tutti) utilizzano diversi plug-in per facilitare i commenti, uno dei piu’ popolari e’ Facebook Comments. Questo plug-in da un lato facilita in maniera incredibile i commenti (inutile dire che tutti hanno Facebook a che tutti, oramai, si sono abituati a lasciare commenti o a loggarsi in un sito usando le credenziali di Facebook) e aiuta a moderare lo spam, dall’altro, pero’, non porta ai blog i vantaggi dei commenti tradizionali.

Google da sempre ama contenuti che si rinnovano nel tempo, pagine che vengono aggiornate spesso, e un blogpost (o un articolo) con molti commenti viene trattato da Google come un “hot topic”, un articolo al quale dare importanza ed, eventualmente, una mano con un ranking alto. Dimostrazione ne e’, ad esempio, il successo dei molti siti di Q&A (domanda e risposta) come, ad esempio, Yahoo! Answers che facilmente si trovano in cima alle SERPs per moltissime ricerche.

Altro discorso, invece, per i commenti rinchiusi all’interno di un iframe come, appunto Facebook Comments, che non sono indicizzabili dai motori di ricerca, o almeno non lo erano fino a pochissimo tempo fa.

Oggi, incuriosito da un Tweet, ho fatto un poco di prove e, a quanto pare, Google e’ in grado, al momento, di indicizzare i commenti lasciati con Facebook Comments.

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La nuova funzione Real Time era stata annunciata tempo fa nel blog ufficiale di Google Analytics e lentamente Google sta implementando questa funzione (al momento ancora demarcata come “beta”) di Analytics agli utenti che ne hanno fatto richiesta (bisogna compilare un modulo che potete trovare qui).

Il Tab Real-Time ci da la possibilita’ di mostrarci i dati relativi agli ultimi 30 minuti per Locations, Traffic Sources e Content. Nel Tab Overview abbiamo una sorta di mix di tutti questi dati.

Possiamo vedere, infatti, il numero di utenti presenti sul nostro sito in questo momento, il trend degli ultimi 30 minuti (a sinistra) e quello degli ultimi 60 secondi (a destra), i Top Referrals (i siti dai quali provengono i nostri visitatori), la Pagine sulle quali si trovano, le Top Keywords con le quali i nostri visitatori sono arrivati, e una mappa che ci mostra da dove provengono.

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Dopo mesi di esperimenti, Google lancia il suo ultimo prodotto dedicato agli hotel, anche in Europa. Da ieri (18 ottobre) infatti e’ possibile cercare e prenotare holte in Europa tramite Google Hotel Finder.

Google Hotel Finder e’ uno dei tool, a mio parere, meglio riusciti di Google, permette semplicemente di trovare hotel in una determinata area di una citta’ e di confrontare i prezzi offerti da varie compagnie.

Easytobook.com ha avuto la fortuna di essere una delle 20 compagnie che sono state accettate in questo progetto. Diamo uno sguardo alle funzionalita’ di Hotel Finder.

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E’ di poche ore fa l’annuncio, tramite il blog ufficiale di Google Analytics, che Google nascondera’ i dati relativi alla ricerca organica all’interno di Google Analytics. Questa modifica viene fatta, per ammissione di Google, per proteggere la privacy degli utenti, ma, in realta’, e’ una pura mossa commerciale per forzare gli utenti verso i suoi prodotti senza dare alternativa alla concorrenza. Ma cerchiamo di capirne di piu’.

Sul blog Google annuncia:

today the Google Search team announced that SSL Search on https://www.google.com will become the default experience for signed in users on Google.com

Questo significa che per gli utenti loggati che effettuano una ricerca su Google (parliamo degli utenti loggati in Google+ o in Gmail) la faranno via SSL (Sicure Socket Layer), un protocollo che permette l’invio e la ricezione di dati in maniera criptata.

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Sono giorni che si discute senza fine in rete di quello che e’ accaduto a Roma durante la manifestazione del 15 ottobre e sono giorni che i Social Network, FaceBook in testa, vengono usati da zelanti indignati e delatori per mandare alla forca manifestanti facenti parte, presumibilmente, del Blocco Nero.

La prima cosa che mi va’ di dire e’ come, noi Italiani, riusciamo sempre a distinguerci dalle masse. Oltre ad essere stati gli unici che hanno inscenato una vera e propria rivolta durante questa giornata di mobilitazione internazionale (forse e’ successo solo a Roma perche’ la situazione in Italia e’ peggio di quella negli altri paesi), siamo anche gli unici al momento che abbiamo/stiamo/vogliamo utilizzare i Social Network contro di noi!

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Come ho già detto diverse volte e, come e’ universalmente riconosciuto, Google Analytics possiede quasi il totale monopolio per quello che riguarda i software per il monitoraggio del traffico sui siti web. Analytics non e’ pero’ l’unico tool a disposizione di chi volesse analizzare il traffico del proprio sito.

Piwik e’ un software open source che si installa direttamente sul vostro server e che vi permette di monitorare e analizzare il traffico verso il vostro sito. Inoltre l’ultima versione di Piwik permette anche una discreta integrazione con i siti che si occupano di e-commerce.

Per installare Piwik dovete scericarne una copia (ovviamente gratuita) dal sito www.piwik.org, una volta scaricato il file dovrete installare il software sul vostro server. Quello che vi serve per l’installazione e’ un accesso ftp al vostro server e, per quello che riguarda l’hosting, un server che supporti php 5.1 e un database mysql.

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