Quando tornai dalla mia prima vacanza ad Amsterdam (era un capodanno di molti, moltissimi anni fa) rimasi cosi’ colpito da quella citta’ da tornarci altre 4 volte in vacanza… Si sa, i suoi musei sono qualcosa di favoloso! 🙂 Tanta acqua e’ passata sotto i ponti da quella prima vacanza e l’amore che provo per Amsterdam forse e’ cambiato nella forma, ma la sua forza e’ rimasta immutata ed una delle cose che piu’ mi fa rimanere innamorato di questa citta’ sono le cose semplici, le cose quotidiane come, ad esempio, il rapporto con la bici… Che la citta’ sia piena di bici e’ una cosa che tutti sanno e che salta immediatamente all’occhio di chiunque arrivi alla stazione col suo gigantesco parcheggio per i pendolari. Ma quello che non si coglie da “turisti” e’ che la bici ad Amsterdam (piu’ in generale in tutta l’Olanda) non e’ una moda, non e’ un mezzo alternativo o qualcosa di fico. La bici e’ semplicemente il principale mezzo di trasporto, il piu’ comodo, il piu’ veloce, il piu’ economico e il piu’… BELLO. Certo, mi manca un sacco il clima mite del sud Italia, ma le belle giornate ci sono anche qui; …

Sono passati ben 5 anni da quando, il 2 Ottobre del 2008, mi trasferivo ad Amsterdam coronando il mio sogno da diciottenne con un poco di ritardo e motivazioni molto diverse da quelle che mi aspettavo da “giovane”… Altri 2 anni da quando scrissi il mio post sui miei primi 3 anni ad Amsterdam e la casa e’ sempre la stessa, anche mia moglie, ho una nuova bici e, soprattutto, da quasi 5 mesi sono diventato padre… Insomma, tutto procede bene e, soprattutto, tutto promette bene per i prossimi 5 anni! Mentre io mettevo su famiglia e facevo discreti passi in avanti dal punto di vista lavorativo, in Italia si sono avvicendati 3 Governi (Berlusconi IV, Monti e Letta), un nuovo dittatore sta crescendo (Grillo) e la disoccupazione “giovanile” (18-24 anni) e’ passata dal 26% al 37,8% mentre la disoccupazione che riguarda la mia fascia d’età (quindi fino ai 34 anni), la disoccupazione che colpisce i giovani che hanno finito gli studi e iniziano (o dovrebbero) iniziare a lavorare e a mettere su famiglia, e’ salita dal 33% del 2008 al 39,8%, se poi vediamo in particolare il Sud saliamo al 49%. Insomma, potrei quasi dire che sono andato via …

Mi sono trasferito ad Amsterdam quasi 5 anni fa e sempre, quando mi ritrovo a parlare con amici e conoscenti, mi chiedono come si sta in Olanda, come si vive ad Amsterdam, come e se la crisi a colpito etc. Ovviamente i Paesi Bassi (e di conseguenza Amsterdam), non sono rimasti immuni alla crisi e i tagli, i vari governi che si sono avvicendati negli ultimi anni, li hanno fatti e come e, ahime’, li continuano a fare, ma riescono a “tenere botta” meglio di altri paesi un poco perche’ sono in pochi e, in parte, perche’ hanno instaurato, in passato, un sistema che tenta di investire in due cose fondamentali: innovazione e giovani talenti. In particolare 2 leggi, o meglio, agevolazioni fiscali, sono state fondamentali per favorire da un lato le aziende che investono in innovazione e dall’altro hanno incentivato l’arrivo, nei Paesi Bassi, di numerosi stranieri di talento e/o altamente specializzati: la 30% rule e il WBSO. 30% rule (regola del 30%) La 30% rule e’ stata istituita per la prima volta nel 2001 (nel 2012 ha subito delle modifiche importanti ma, nella sostanza, rimane uguale) e consiste in una riduzione delle tasse per alcuni lavoratori specializzati assunti …

3 anni fa arrivavo ad Amsterdam, inseguendo quella che sarebbe diventata mia moglie e scappando da quello che sarebbe rimasto solo un bel ricordo. Dal 2 Ottobre 2008 al 2 Ottobre 2011 (1095 giorni) sono cambiate molte cose, quasi tutto. In 3 anni ho cambiato 4 volte casa (ottima media per una citta’ come Amsterdam dove ci sono persone che cambiano casa ogni 4 mesi), e cambiato solo 1 volta lavoro. 3 anche le bici che ho avuto (se consideriamo quelle che ho usato io direttamente). La prima era decisamente troppo vecchia e malandata per essere usata tutti i giorni, la seconda e’ ancora accartocciata vicino al palo della luce dove la lanciai dopo l’ennesima bucatura e la terza e’ stata appena riparata grazie al lavoro certosino di Baghe, riparatore di biciclette italiano anche lui emigrato ad Amsterdam.