E cosi’ in Turchia si manifesta e, in un paio di giorni, si e’ passati da una protesta per un parco al dare fuoco alle sedi del partito del Presidente turco… Tutta l’informazione main-stream italiana sta coprendo gli eventi in maniera impeccabile tifando, in maniera spudorata, per i manifestanti dato che, per quello che ne sanno loro, non manifestano solo per difendere un parco MA (e forse soprattutto) contro le politiche “islamiste” e, quindi, i manifestanti turchi sono dalla stessa parte delle bombe americane lanciate per combattere i terroristi, insomma, i manifestanti sono dalla nostra stessa parte della barricata. Non bisogna dimenticare, pero’, come il tutto e’ iniziato, con delle proteste contro l’abbattimento di un parco cittadino, qualcosa simile, anche se lontanamente, alle battaglie che da anni si combattono in Italia contro la TAV che minaccia non solo pochi alberi, ma un’intera valle… Comunque non voglio parlare della TAV o delle proteste in Turchia (non perche’ non mi interessi, anzi, ma, semplicemente perche’ ci sono altri siti dove se ne parla molto meglio!), ma di come i media italiani ne parlano… I manifestanti turchi sono, per tutti, da Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, dalla parte del giusto, mentre la …

Sono giorni che si discute senza fine in rete di quello che e’ accaduto a Roma durante la manifestazione del 15 ottobre e sono giorni che i Social Network, FaceBook in testa, vengono usati da zelanti indignati e delatori per mandare alla forca manifestanti facenti parte, presumibilmente, del Blocco Nero. La prima cosa che mi va’ di dire e’ come, noi Italiani, riusciamo sempre a distinguerci dalle masse. Oltre ad essere stati gli unici che hanno inscenato una vera e propria rivolta durante questa giornata di mobilitazione internazionale (forse e’ successo solo a Roma perche’ la situazione in Italia e’ peggio di quella negli altri paesi), siamo anche gli unici al momento che abbiamo/stiamo/vogliamo utilizzare i Social Network contro di noi!

Come dicono i buoni, cari e vecchi 99 posse, hann’ fatto ‘a finanziaria c’avimma a sacrificà, e’ meglio che ce ne facciamo una ragione… Ma nonostante ci troviamo in un momento di difficolta’ e crisi economica a livello mondiale, ogni anno questa situazione mi puzza sempre di piu’, e non sono di sicuro l’unica persona scettica di fronte alle grandi manovre per uscire dalla “crisi”. Nel 1999, piu’ di 10 anni fa, nasceva il movimento No-Global, non avevo neanche 20 anni, ma ricordo benissimo l’eccitazione ed il fermento che arrivo’ in Italia subito dopo le manifestazioni che in America, con gli scontri di Seattle contro la riunione del WTO, diedero inizio ad un biennio, fino al 2001, che ha visto le sommosse/manifestazioni piu’ grandi mai viste in Italia e in molti paesi europei dai lontani anni ’70.