Crisi si, ma di speranza e futuro!

Un paio di giorni fa, con un rito che si ripete per molte persone tutti gli anni, ho preso un aereo che mi ha portato da Amsterdam a Napoli per festeggiare il Natale in famiglia. L’ultima volta che avevo messo piede in Italia e’ stato a Maggio, quindi molti, moltissimi mesi fa.

Ieri giravo per strada incuriosito dal vedere gli effetti di questa crisi di cui tanto ci parlano in TV e nei telegiornali ma quello che vedevo per strada non era tanto crisi, ma piu’ gente che si lamentava per la crisi. Ieri sera, pero’, a cena con amici per una Pizza, la prima pizza vera dopo 8 mesi, ho visto la crisi, ma non quella economica (grazie a Dio una margherita costa ancora 3 euro), ma quella della speranza e del futuro!

Al tavolo eravamo in 18, una bella rimpatriata, tutti amici che ci conosciamo a frequentiamo da ALMENO 10 anni, uno di quei tavoli che quando li vedi ti mettono allegria, gioia, uno di quei tavoli pieni di risate, birra e abbracci, tutti contenti di rivedersi, tutti sorridenti, tutti felici di essere li’!

Ed e’ proprio li’, che tra una birra e l’altra mi sono reso conto di quanto la crisi e’ da anni che ci flagella e di quanto sta distruggendo il futuro di questo paese, ma non a livello economico, ma a livello sociale! Eravamo, come dicevo, in 18, e quel tavolo era uno spaccato della nostra generazione, quella che adesso ha tra i 25 e i 30 anni, quella che dovrebbe essere, in qualche maniera, il futuro del nostro paese… Beh, guardando quel tavolo, dicevamo, si poteva capire che qui, il futuro, non ha niente in riserbo per noi!

Delle 18 persone sedute al tavolo 8 erano laureate e 10 no, solo 8, delle 18 persone, vivono ancora a Caserta. Piu’ della meta’ di noi non vivono piu’ a “casa”, piu’ della meta’ e’ stata costretta a migrare, andarsene e lasciare tutto per trovare la propria indipendenza! Delle 10 che vivono lontani da Caserta ben 6 di noi sono dovuti andarsene addirittura all’estero… 6 su 18… Un terzo di noi vive e lavora fuori dai confini Italiani… Gia’ questo basterebbe a far riflettere tutti su come il nostro paese, oramai, vive una profondissima crisi dalla quale difficilmente riusciremo ad uscire, ma se si pensa anche a chi lavora e chi no, a chi di noi e’ laureato e chi no, lo scenario diventa ancora peggiore…

Delle 8 persone che vivono ancora a Caserta solo 4 lavorano mentre, unitile dirlo, tutte le 10 persone che vivono all’estero o in un’altra citta’, lavorano tutte e degli 8 laureati solo 2 vivono ancora a Caserta mentre tutti gli altri sono via…

Insomma, a pensare queste cose viene la pelle d’oca ed e’ ancora piu’ chiaro che, crisi economica o no, il problema e’ che per noi, adesso, la parola “futuro” non e’ in nessuna maniera coinciliabile con la parola “casa”…

Ma come puo’, un paese che vede il suo futuro scappare via, trovare la forza per rialzarsi?

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